Parte seconda:
Quella notte il canto e le risa si confusero e diedero la loro conclusione ad una serata di presentazione. Il Principe , su richiesta della Principessa, non pose ella la sua domanda. Lei domando di grazia del tempo per ambientarsi in questo nuovo regno, di capir appieno il suo cuore.
Giusto il cuore, ora lascia un sospiro, lungo quei passi che conducono la sua mente alla dimora sii morbida della notte. A lungo il sonno tardò, prima di entrare in punta di piedi nella camera , sotto le fine lenzuola, la Principessa restò sola osservando il cielo, a sentire ancora dentro se quel tintinnio e il dolce cantare.
Non vi apportò risposta a tutte quelle sue domande, sgattaiolate leste dopo quello sguardo, mentre ella posava, con la sua maschera di regale sul viso, poco faceva trasparire, quel tremore del cuore che avvertiva. Lo sentiva mentre le mani tremanti abbellite da suntuosi gioielli sembravano spoglie e timide come un albero autunnale.
Il dì venne ben presto, alla buon ora ella si reco dal suo futuro Signore, per domandarli desiderio.
Gli domando , forse oso troppo, ma ella doveva. Chiese al Principe , chi fosse il Giullare, espresse il suo piacere , nel ripeterlo ascoltare, nella sua arte così grande.
Principessa: “ Mio Signore, perdonate il mio ardire, potreste svelarmi tal mistero di curiosità. Chi si cela sotto quel talentuoso Giullare?”
Principe:"Principessa, mi duole dirvi che affatto conosco i nomi di coloro che lavorano sotto le mie dipendenze, specie di un giullare”
Principessa:"Io vi domandavo se .. se mai potrei risentirlo cantare. Mi renderebbe molto lieta, tale grazia da voi concessa”
Principe: “Se è solo questo che volevate , potevate ben dirlo prima . Lo rifarò chiamare da un messo, nel meriggio risentirete tutti i canti che vorrete.”
Tutto ciò porto un enorme sfavillar di sorrisi , su quel volto dapprima turbato e incerto. La Principessa si ritirò nelle sue stanze attendendo. Attese le lunghe ore come si attende la primavera, un giorno importante, meglio ancor il sogno interrotto , di cui ancora tanto vuoi capire. Non tardò il messo ad avvisar il Giullare , stupito e ben lieto si recò di corsa al palazzo. La Principessa l’aveva convocato, per il suo canto, che lui definiva stonato, ma da lei, di così tanta grazia vestita, aveva apprezzato da volerlo riascoltare.Il tragitto gli parve senza fine ,nel mentre pizzicava le corte del suo liuto, sistemava il copricapo a sonagli, ripeteva parole ad alta voce, come uno scolaro che va innanzi alla maestra , per dimostrar quanto ha appreso.
Giullare:"Dolci melodie.. o no no è causale.. Rime ed eleganza per voi Principessa.. no non va bene.. Sorrisi , sorrisi per voi Principessa, sono onorato .. no.. sorpreso.. no .. entusiasmato "
Raggiunse nel meriggio presto le porte del palazzo Fu annunciato al cospetto d'ella ch'essa adornata di fior di seta e dolcezza, negli occhi palese mostrava la sua frenetica voglia di capire ed ascoltare. Il Giullare si inchinò con grazia e riverenza innanzi alla Principessa. I due vennero cosi' lasciati , nella tranquillità di quella stanza. La servitù fu mandata in libertà con dolcezza e gioia dalla Principessa, non voleva che nulla assolutamente disturbasse, ciò che aveva domandato.
Continua










