scritto da Arienwen il martedì, novembre 30, 2004,13:42

 Parte seconda:

 

Quella notte il canto e le risa si confusero e diedero la loro conclusione ad una serata di presentazione. Il Principe , su richiesta della Principessa, non pose ella la sua domanda. Lei domando di grazia del tempo per ambientarsi in questo nuovo regno, di capir appieno il suo cuore.

Giusto il cuore, ora lascia un sospiro, lungo quei passi che conducono la sua mente alla dimora sii morbida della notte. A lungo il sonno tardò, prima di entrare in punta di piedi nella camera , sotto le fine lenzuola, la Principessa restò sola osservando il cielo, a sentire ancora dentro se quel tintinnio e il dolce cantare.

Non vi apportò risposta a tutte quelle sue domande, sgattaiolate leste dopo quello sguardo, mentre ella posava, con la sua maschera di regale sul viso, poco faceva trasparire, quel tremore del cuore che avvertiva. Lo sentiva mentre le mani tremanti abbellite da suntuosi gioielli sembravano spoglie e timide come un albero autunnale.
Il dì venne ben presto, alla buon ora ella si reco dal suo futuro Signore, per domandarli desiderio.

Gli domando , forse oso troppo, ma ella doveva. Chiese al Principe , chi fosse il Giullare, espresse il suo piacere , nel ripeterlo ascoltare, nella sua arte così grande.

 

Principessa: “ Mio Signore, perdonate il mio ardire, potreste svelarmi tal mistero di curiosità. Chi si cela sotto quel talentuoso Giullare?”

 

Principe:"Principessa, mi duole dirvi che affatto conosco i nomi di coloro che lavorano sotto le mie dipendenze, specie di un giullare

 

Principessa:"Io vi domandavo se .. se mai potrei risentirlo cantare. Mi renderebbe molto lieta, tale grazia da voi concessa

 

Principe: “Se è solo questo che volevate , potevate ben dirlo prima . Lo rifarò chiamare da un messo, nel meriggio risentirete tutti i canti che vorrete.”

 

Tutto ciò porto un enorme sfavillar di sorrisi , su quel volto dapprima turbato e incerto. La Principessa si ritirò nelle sue stanze attendendo. Attese le lunghe ore come si attende la primavera, un giorno importante, meglio ancor il sogno interrotto , di cui ancora tanto vuoi capire. Non tardò il messo ad avvisar il Giullare , stupito e ben lieto si recò di corsa al palazzo. La Principessa l’aveva convocato, per il suo canto, che lui definiva stonato, ma da lei, di così tanta grazia vestita, aveva apprezzato da volerlo riascoltare.Il tragitto gli parve senza fine ,nel mentre pizzicava le corte del suo liuto, sistemava il copricapo a sonagli, ripeteva parole ad alta voce, come uno scolaro che va innanzi alla maestra , per dimostrar quanto ha appreso.

 

Giullare:"Dolci melodie.. o no no è causale.. Rime ed eleganza per voi Principessa.. no non va bene.. Sorrisi , sorrisi per voi Principessa, sono onorato .. no.. sorpreso.. no .. entusiasmato "

 

Raggiunse nel meriggio presto le porte del palazzo Fu annunciato al cospetto d'ella ch'essa adornata di fior di seta e dolcezza, negli occhi palese mostrava la sua frenetica voglia di capire ed ascoltare. Il Giullare si inchinò con grazia e riverenza innanzi alla Principessa. I due vennero cosi' lasciati , nella tranquillità di quella stanza. La servitù fu mandata in libertà con dolcezza e gioia dalla Principessa, non voleva che nulla assolutamente disturbasse, ciò che aveva domandato.

 

 

Continua

 


categoria:racconti
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scritto da Arienwen il venerdì, novembre 26, 2004,18:27

Principessa e Giullare


Il salone d'autunno era abbellito a festa per commemorare quel suntuoso evento, la Corte elogiava l'unione. La Principessa avrebbe detto il " si " innanzi ai commensali intenti a consumare cibo e vivande disposte ad ogni posto regale.Ghirlande colorate, candele tremanti sotto le piccole folate di vento, le tovaglie ben distese come una strada spianata, ricoprivano i tavoli, in circolo disposti. Il Principe questa sera, piu' fiero del solito, tanto altezzoso della sua conquista, di quell'impresa riuscita, di bianco vestito e di mughetto profumato. La favola che volgeva al termine. Lei, la Principessa, nell'abito nuovo e dorato, brillante sotto il riflesso della pallida luna, della nottata, come se le stelle le fossero state prestate per renderla assai splendente,avvolta nel dolce profum di vaniglia.
Le danze si aprirono, gli invitati si disposero ai loro posti, come tanti punti sulle proprie "i". Lentamente le porte si aprirono sulla destra, comparve il principe il passo spedito e fluido, un ghepardo scrutatore e tanto preda di un equivoco ancor non nato. Sulla sinistra con incerto e perplesso passo, come una farfalla non sbocciata, ancora larva di se stessa apparve la Principessa. Il suo bel fare tradiva il suo dire, così sognante in una favola non sua. Cordiali saluti vennero lanciati su ogni capo che si chinava al loro passaggio. La mano destra ,bianca e sottile di lei, era appena posata nella sinistra ,di lui, erano unite fino all'arrivo al loro tavolo, posto appena in alto rispetto gli altri. Tutti si accomodarono inizio' la cena, ogni presente era preso nel suo ingurgitare, non si avvedeva degli sguardi avvidi del Principe ,di quelli assai lusingati della Principessa. La musica si fermò, un tintinnio animò la sala, passo aggraziato di colori vestito apparve il Giullare. Nella destra sosteneva il proprio liuto, plateale inchino fece davanti ai due regnanti.Nessun verbo fuoriuscì dalle labbra del Giullare, osservato come strumento di intrattenimento, dai commensali. Egli sollevò lo sguardo sul volto della Principessa. I loro sguardi si incrociarono , ella sorrise e chinò appena il capo, il Giullare fece tintinnare il capo da destra e sinistra per poi sorriderle....

continua..




categoria:racconti
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scritto da Arienwen il giovedì, novembre 25, 2004,22:45

Stravolgendo le solite favole, consone e dettate da perfezione,essa in realtà non esiste. La perfezione in cui la Principessa , dona il proprio amore , sbocciato come una rosa a prima veduta, al Principe. I due s'innamorano e vivono felici e contenti in un suntuoso castello. La mia favola non è lieta, lo è inveso opposto, la mia favola , annuncia con squillar di trombe che le vie son tante e la Pincipessa non ha il paraocchi come un mulo, dunque non s'avvede solo del Principe. Trova in esso , un sapor assai sgradevole di fierezza, esso vestito d'azzuro e con il bianco mantello, crede nel suo giusto ruolo. Per una volta non si farà scacco al Re, ma bensì alla Regina. Un Giullare, cosi' tanto umile e sognatore, può comparire , come un fil d'erba sbocciata sopra un terreno incolto ed arido. Le parole , assonanse di qualcosa di cosi' simile e vicino, compiranno, come un dardo leggero e silenzioso il cuor della Principessa, poichè ella assai consapevole, della futilità di tanta gloria, rimmarrà colpita dal tintinnio disinvolto del copricapo del Giullare, le melodiche parole, come fuoriuscite dal pizzichio delle corte di un'arpa...

 

categoria:racconti
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scritto da Arienwen il mercoledì, novembre 24, 2004,20:13

Time-out .. Gioco del Se Fossi ?

1.Se fossi un animale? Un gatto vestito da Iena ridens( o come si scrive)
2.Se fossi un colore? Rosa confetto oppure blu
3.Se fossi un pensiero? Nostalgia
4.Se fossi un aggettivo?Contradizione
5.Se fossi un ricordo? Un sorriso
6. Se fossi un cibo salato? Patatine
7.Se fossi un cibo dolce?Nutella
8.Se fossi un lavoro? Stilista o scrittrice
9.Se fossi una bevanda? Thè ai frutti rossi
10.Se fossi una macchina? Mini
11. Se fossi un sistema operativo?WindowsME
12. Se fossi una linea telefonica?Fast web
13. Se fossi una fascia oraria? la notte
14.Se fossi una parolaccia? Bastarda
15.Se fossi una marca?Dior *_*
16.Se fossi un movimento politico? Comunismo
17.Se fossi un genere musicale? smielato con delle punte di rock
18.Se fossi programma tv? hum... Ciro
19.Se fossi un sopramobile? un carion
20. Se fossi un carattere html? < BR >
21.Se fossi una canzone? Una canzone per te ( vasco rossi)
22.Se fossi un personaggio? Cyrano De Bergerac
23.Se fossi un dono? Un peluche
24.Se fossi un numero? 23
25.Se fossi un difetto?Testardaggine
26Se fossi un pregio?Affettuosità
27. Se fossi un paesaggio? Un vista da un palazzo sopra la città di notte
28.Se fossi una carta da poker? Un jolli
29.Se fossi un messaggio? slogan di libertà
30.Se fossi una città? Lecce o Roma!!!






























categoria:confusione
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scritto da Arienwen il martedì, novembre 23, 2004,17:06

La notte fino a tardi,
fra lenzuola e cuscini.
Le ore tarde,i tuoi poster,
i pennarelli ,scrivere in giro.
Il profumo di fumo,
le magliette scambiate
Le grida confuse,
le canzoni decifrate.
Saltare sui letti,
il mobilio in frantumi,
Incolpare Fabry,
lui sorride, io ti abbraccio. ,
Tu parli al telefono
Nulla puo' separarci,
anche quei kilometri,
Non sono nulla,
Per quel che noi siamo.
Anime legate ,
mani intrecciate ,
cuori affranti ,
insiem ci consoliamo.
Io asciugo le tue lacrime,
Tu abbracciami .
Le voci basse,
Ti amo di bene,
sono sempre qui.
Qui ti aspetto,
per quell'abbraccio
pieno di ogni discorso.
Il sorriso non controllato,
le lacrime sulla tua foto,
non si puo' scordare.
Ricordi infidi,
come aghi pungono
le mie dita.
Sfioro , me e te,
Sei la mia vita,
Legate e senza via d'uscita

[Perchè non ti ho scordata..

perchè mai lo farò.. sei la mia compagna per la vita.. parole tue .. le mie urlate al mondo intero]






































categoria:ricordi
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scritto da Arienwen il lunedì, novembre 22, 2004,20:13

Quello che non c'è



Ho questa foto di pura gioia
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello che non c'è Ho perso il gusto,
non ha sapore
Quest'alito di angelo che
mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Arriva l'alba o forse no
A volte ciò che sembra alba Non è
Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Rivuoi la scelta,
rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere,
il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c'è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare
sperando che ci sia
Quello che non c'è Curo le foglie,
saranno forti Se riesco ad ignorare che
gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è Ed ecco arriva l'alba
so che è qui per me
Meraviglioso come a volte
ciò che sembra non è Fottendosi da se,
fottendomi da me Per quello che non c'è.

 

 



































categoria:canzoni
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scritto da Arienwen il lunedì, novembre 22, 2004,00:53
Nasce un grido così profondo, che mi esce dalle viscere e vuole riempire le mura , notturne e silenziose, mentre dentro tutto brucia. Brucia di qualcosa che mai si saprà , di qualcosa che mai si avrà. Dover lasciare ricadere i petali di questa rosa appassita senza continuare ad attarli a questo stelo stanco e spoglio di ogni viva sensazione. profondo malore di insonne ore, confusa canzone, tormento con il "Loop" infinito. Non chiudo perchè serve a far uscire fuori questa melodia funebre e troppo vera. Troppo vera per me stessa , consapevole irruenta e tanto tanto vera. Crolla castello , crolla sogno affinchè possa ricostruire qualcosa, non continuare a mantenerti in bilico , perchè mi fai questo.. perchè mi faccio questo...
categoria:maschere
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scritto da Arienwen il sabato, novembre 20, 2004,15:00

Je suis impossible...

uno..

Le ore sono allungate , distese fra rami secchi, gocce di pioggia e lenti ricordi. Quello che era ora cambia forma, viene da me a raccontarmi cosa avrei dovuto fare, cosa ho fatto e cosa forse farò. Mi consiglia e porta scontento. Esso segue la sua scia cercando di lasciarne una nuova , anche se resta il passaggio stampato come la linea di una corsia autostradale.

due

il sole sorge e tramonta una mano legata all'altra ,lo sguardo perso da un finestrino. Un giorno è coposto di così poche ore, che passarle ad aspettare e sospirare e solo un lento vaneggiare, per raggiungere quell'estasi . Ferma figura inchiodata al suolo della mia realtà oscillante di emozioni e sicurezze che porti ad offrire a me .. giorno e giorno

tre

La notte mondana, le risa, le amicizie che sono e verranno, che andranno a finire il un cassetto.Per spiarli quando non si ha nulla da fare. Accumulare esperienza e stranezze combinate tutte per caso, fuoriuscite da alcuni margini che con il tempo non avverranno più. Ridere svegliare il mondo con quel riso comune e che ti fa sentire giovane, libero di sbagliare.

Tutto va e viene.. io.. io sono impossibile..

categoria:maschere
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scritto da Arienwen il giovedì, novembre 18, 2004,21:35

Toccare il cielo con un dito o starci tre metri sopra(come altri dissero) quale estasi di belle sensazioni porta quell'inebriante profumo di.. vaniglia.. di ricordi e gioie.. di presente mutato e riconoscibile da quel sottile dolciume che emana sempre.
Come dimenticare le notti i giorni , i meriggi sempre, sempre con un sorriso sulle labbra. Sempre sfiorando quell'azzurro e scanzando le nuvole,che grigie o nere esse siano si spostano ad ofuscare quella luce cosi' nitida e chiara. Brillante. Posso esser paragoni infiniti a tutto quello che si racchiude . Un sorriso. Un sospiro con occhi sognanti rendendoti conto che questa gioia arriva lenta e timida come un fanciullo, inesperto , oppure ancora incapace di camminare con le proprie gambe,se ne va altrettanto svelta , piena di consapevolezza , di aver lasciato dentro un segno così indelebile. Il suo continuo bussare, risuona nelle stanze dell'anima, viene a farti vista in sogno e quando la mente si lascia sfuggire dal quotidiano. Ah.. che dolcezza .. Ah che malinconia quando va via..


categoria:maschere
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scritto da Arienwen il mercoledì, novembre 17, 2004,16:56

 

"Tògli quella maschera d'oro ardente
Con gli occhi di smeraldo".
"oh no, mio caro, tu vuoi permetterti
Di scoprire se i cuori sian selvaggi o saggi,
Benché non freddi".

"volevo solo scoprire quel che c'è da scoprire,
Amore o inganno".
"fu la maschera ad attrarre tua mente
E poi a farti battere il cuore,
Non quel che c'è dietro".

"ma io debbo indagare per sapere
Se tu mi sia nemica".
"oh no, mio caro, lascia andar tutto questo;
Che importa, purché ci sia fuoco
In te, in me?"













categoria:poesie
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scritto da Arienwen il martedì, novembre 16, 2004,19:37

Sono giorni che non entro nella gabbia, mi sto rifiutando di andarci, sia fisicamente, che mentalmente. Il mio "io" mi imprigiona a letto la mattina sotto le calde coperte, sarà anche il sonno a farlo forse. Roma d'inverno non è che un cumulo di gente che va e viene piu' frettolosa del solito. Il traffico sembra una enorme catena di luccette rosse messe i fila , andranno forse ad adornare un grosso albero di natale invisibile?. Osservazione uscita, quando, lui guida e si arrabbia in mezzo al traffico, ultimamente l'osservo come se fosse qualcosa di raro e prezioso, cosi' caro a volte da volerlo nascondere , oppure mandarlo via . Tanta premura nei miei confronti che quasi mi sento come in una culla soffice e dondolante, non ne vorrei mai scendere. Sul mio palco si presententano due scenari , da una parte il fiori dipinti e dolci melodie, felici attimi che son come cristallo intoccabile, dall'altra la tempesta gli alberi smorti e le meschinità senza fine. Come saranno le mie giornate da studentessa, nelle saltellanti vesti di impiegata? Me lo domando, ma non mi preoccupo, piu' riesco ad uscire da questa casa, meglio mi sento. Le feste sono vicine quasi, tutti non pensano che ad altro. Mi ritornano in mente cosi' tanti ricordo , delle volte cosi' invadenti e prepotenti dentro da lasciarmi innervosita. Gli custodisco, ma non lascio loro spazio di entrare e uscire a piacimento.Domani, incrociamo le dita e .... via..

"Vorrei lanciare in aria un sasso, senza farlo ricadere, il sasso ormai nel cielo, farlo diventare una cometa, di quelle piu' brillanti"

categoria:
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scritto da Arienwen il lunedì, novembre 15, 2004,15:44

Poesia incontra Moderno (terza parte)

Moderno , sfoggiava i nuovi abiti che gli donavano tanta sicurezza, potenza con il mondo intero, quell'attimo in cui sentiva il nuovo addosso. Poesia e Originalità discorrevano, senza accorgersi di lui, ancora no .

Moderno sollevò gli occhiali da sole firmati sul capo, i ricci capelli castani, smossi dalla gelatina, accolsero nella loro rete l'oggetto posato. Egli osservò la scenetta che si trovò davanti , Poesia e Originalità insieme felicemente insieme. Si avvicinò alle due fingendosi quasi commosso : -" Oddio che dolce scena , oddio che dolce scena , oh non fermatevi ragazze siete un tale dolce scena "- continuava a ripetere canzonatorio per poi scoppiare in una risata stridula. Poesia osservò quasi con compassione Moderno , alzandosi e facendo cenno ad Originalità di stare tranquilla che aveva già iniziato a tremare impaurita pronta per andare a nascondersi, ma Poesia sicura incrociò le braccia sul petto e proferì verso Moderno : -" Cosa vi porta tanto ridere?"-


Moderno lentamente calmò la sua risata per poi osservare Poesia e inarcare il sopracciglio sinistro sul quale un orecchino pendeva :-"E me lo chiedi? Ma guardatevi, cos'è una nuova fondazione " I matti all'arrembaggio"? Oh Oh scusate"- indietreggia gesticolando per poi esibire un buffo e stupido inchino- "con Te , Poesia , servono le buone maniere .."si raddrizzò e scoppiò a ridere di nuovo. Poesia , infastidita cercò di trattenere quel sentimento che sentiva dentro, che non comprendeva, la rabbia, alle parole di Moderno replicò :-" Bhe Voi potreste unirvi, da meno non siete Moderno, cosa vi fa creder tanto superiore? Ditemi, vi beffate di me , ma sono certa che se solo avessi un abito diverso e altri modi voi , sareste gentile e cortese nei mie confronti sbaglio?"- Si avvicinò di qualche passo a lui, osservandolo attentamente -" si potrebbe.. potreste fondere questo vostro fare con il mio"- .


Altra fragorosa risata di Moderno, distendendo il braccio sinistro spintonò Poesia , facendola indietreggiare e cadere addosso a Originalità , che infervorata ora iniziò ad urlare : - " Sei un omologato, classificato, senza cervello , dovresti nasconderti vergognarti."- quasi ansimando osservava Moderno , piena negli occhi prima limpidi e lucenti, ora accesi di un fuoco incandescente-" Tu sei la figura meschina e oscura che offusca ogni semplicità, rendendola inutile, falso , smetti di recitare la tua parte stabilità prova a vivere"- Moderno restò silente sghignazzando alle urla di Originalità, poi sistemandosi gli abiti alzò lo sguardo , gelido e sicuro , ancora :- "Tu sei tagliata fuori da questo e stai lottando per entrarci, questa vostra rivolta, non servirà a nulla assolutamente. Siete due pazze soltanto, pensavo gli rinchiudessero, ma a quanto pare voi restate a piede libero, mi fate venire il mal di testa"- sbuffò massaggiandosi la fronte-"Ma io dico perché vi scaldate tanto , rassegnatevi a questo ruolo mediocre che vi appartiene, la vetta e troppo difficile da scalare per due pulci"-

Poesia l'osservava e cercava di calmare Originalità che indignata prese ad andare via. Restarono loro due , come al primo incontro Poesia e Moderno a confronto, ora lei voleva vincere quella cupidigia. Sospirò poi tranquilla parlò :-"Non capisco, cosa vi hanno fatto per essere così"- si avvicinò a lui tendendoli la mano benevolmente -" smettete di criticare per una volta Moderno, credo che bisognerebbe ricominciare, forse Voi non avete capito, non giudico, ma voglio imparare lasciatemi capire da Voi"- Moderno diffidente l'osservava, alzo le sopracciglia cinico , per poi prendere la mano calda e delicata di Poesia nella sua . Un sensazione strana lo pervase ,muto come una tomba restò per alcuni minuti :-" Sei testardamente , decisa, perché vuoi cambiare qualcosa che è nato così , niente mi è stato fatto, figlio di quel che è progresso e possibilità, sono uscito così, sei tu che sei fatta di forma diversa"- Poesia continuò allora , speranzosa forse di averlo addolcito :-" Questo non volete capire io non cambio, affatto, ma apprendo , e insegno a Voi che non si deve differenziarsi per aspetti esuberanti oppure vestiti firmati , come vi stesso mi diceste la prima volta. Ci si distingue per quello che c'è qui "- ella allungò la mano sul petto di Moderno posandola sul cuore. Moderno iniziò a sentirsi in imbarazzo e confuso. Lasciò la mano di Poesia bruscamente , per poi allontanarsi :-" Siamo due mondi , troppo diversi e lontani, non ostinarti a unirli non si può"-

Dopo quelle parole sparì , sotto lo sguardo di Poesia che scotendo il capo restava ferma immobile. Non si incontrarono mai più, non come quel giorno, poiché finché ci sarà l'esuberante ambizione nel fare di Moderno, Poesia non potrà nemmeno con le più dolci parole farli capire che il vecchio e il nuovo, non sono divisi, l'amore e vivere sono alla pari.

Fine




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scritto da Arienwen il sabato, novembre 13, 2004,14:08

Poesia incontra Moderno ( seconda parte)

Le parole di Moderno erano, come sentieri tortuosi, percorsi e valutati attentamente , da Poesia. Ella dopo aver versato lacrime, per la consapevolezza che aveva appreso, quei cristalli puri , fuoriusciti dai suoi occhi, vennero conservati , tenendoli come dolce ricordo di una crescita ch'ella aveva voluto. Tutto quell'amaro e gelido parlare , di Moderno la demoralizzò inizialmente , ma dopo la rese partecipe di un'avventura tutta sua. Poesia decise che l'avrebbe ritrovato e ribadito il suo pensare, come una combattente che impugna certa la sua spada, lei era pronta ad usare tutte le rime e metriche, per farli comprendere che ciò che Moderno andava ad affermare , era solo un falso.
La pioggia ricadeva dal livido cielo, ricoprendo di luccichii tutto ciò ce bagnava, Poesia così coccolata, da ciò ch'osservava ,sfiorò il pensiero di un cambiamento, nella mente sua restava , trovare Moderno. Era certa di poterlo riconoscere, avrebbe visto subito un riso di scarno distendersi, quando si sarebbe soltanto palesata.
Vagò per lungo tempo fra le strade , sconosciute, la impaurivano, ma allo stesso tempo era affascinata e cercava di capire tutti i simboli e bandiere che scorgeva, tutte le varie sottili e quasi del tutto invisibili, crudeltà che avvenivano intorno a lei. Poesia rimase quasi spaventata, vide scacciare , come una mosca fastidiosa, ripudiata come una figlia indegna del proprio padre, una ragazza, ferma ad aspettare vicino ad una casa. Ella fu molto diffidente con Poesia che senza indugio le si avvicinò e la mano destra porse : -" Cosa mai hai potuto fa per meritare tutto quell'urlare "- senza pensare a convenevoli disse , Poesia, così tanto inorridita da ciò che aveva visto.
La ragazza borbottò , mentre con le braccia la vita si stringeva turbata :-" A te cosa importa? "- Osservò Poesia -" Ora capisco anche tu sei una di quelle che vengono, messe da parte, non omologate "- Le sfugge un mezzo sorriso -" Questa civiltà fa veramente schifo, non lo dico perché non vengo accettata, affatto, per nulla, no no "-
Poesia sorrise e sospirò per poi dirle : -" Poesia mi chiamo, vi prego non ridete, so bene che vi parrà schiocco"- Avvicinandosi a lei l'osserva, in tutto quel sfavillare di spille e colori, la particolare luce , viva che brilla negli occhi della ragazza-" Chi siete , se non abuso, il vostro nome ?"-
La ragazza , sorrise , quasi benevola :-" Ori..Originalità"- si rassetto i capelli con le sottili mani, per poi rimanere ben meravigliata dell'abito e il parlare di Poesia -" perché mai dovrei trovarvi sciocca, non lo siete, ma lo sono ancor più coloro che non comprendono , la fantasia e la diversità che rende ognuno di noi, unici , semplicemente esseri capaci di sognare e manifestarlo in ogni maniera diversa"- tossì-" Poesia dimmi di dove sei?"- Si era creata un atmosfera assai piacevole che Poesia , non aveva ancor provato , in questo suo viaggio, sorride così dolce e radiosa : - "Da un luogo ben diverso da questo, ove le rime dolci e cantano di mille elogi, a volte piangono di dolor o d'ira, ma son espresse con la grandezza del cuore"- Originalità l'osservava quasi incantata e parlarono per ore sotto la pioggia , che pareva contornasse il loro incontro.
Originalità esordì felice :-" Poesia saremo sempre unite vero? Mi toccate nel profondo quanto nessuno aveva mai fatto, e io ne sono felice"- prese la mano di Poesia che rispose : -" Originalità, come potrei non apprezzare chi vuole comunicare, è ciò che vorrei far capire, ma qui non vogliono udire, due voci saran meglio di una"-
Intanto da lontano , con un lento passeggiare, or che la pioggia era finita, sbucava Moderno…


Fine seconda parte










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scritto da Arienwen il giovedì, novembre 11, 2004,19:41

Poesia incontra Moderno(Parte Prima)

Si staccò un dì, dalle rime, che le sconsigliavano di viaggiare e scoprire quello che fin ora erano riuscite a camuffare. Rima baciata le disse :-" Non andar ad udire, non c'è nulla da capire"- Testarda e spinta da curiosità Poesia , non le diede attenzione, prese con se il suo abito più bello adornato di fantasia e sentimento, nel suo bianco candore di usignolo , con allegria si avviò oltre quelle bianche pagine che sempre la hanno coccolata. Scese dalla copertina prendendo forma di giovin fanciulla dal limpido sguardo e il viso perlato, orgogliosa di questa sua avventura e desiderosa di capire. Iniziò a vagare per il loco che non sapeva cosa fosse, pieno di vetrine e luci colorate. Gente che le passava accanto e rideva, ed ella ad ognuno contraccambiava, seppur in fretta essi s'allontanavano, un sospiro e uno sguardo le rubavano.Vari nomi lesse su insegne colorate e poste, sopra l'entrata d'ogni stanza che era guarnita d'oggetti, d'ogni uso e desiderio. Su una panchina fredda e gelida vide seduto , gonfio in petto e fiero Moderno. Ne fu subito incuriosita e ad esso si avvicino. Sorridente e ingenua come una goccia che dal ciel discende e si va a posare lenta, si sedette al suo fianco osservandolo come una preziosa creazione , dalla quale tutto voleva apprendere. Moderno , preso dal suo esuberante fare, non degnò Poesia d'uno sguardo, restando diritto, seduto , pieno del suo esser con sguardo fisso di fronte a se. Poesia tossi timidamente e sorrise ancora per poi gettarsi in avanscoperta, come un cerbiatto che finito l'inverno esce dalla sua tana, troppo fremente di curiosità. Un tono soave fuoriuscì dalle sue labbra:-" Perdonatemi, impertinente mi presento, Poesia, mi chiamo"- l'osservava seppur voltato continuò il suo dire :-" Lieta mi farebbe far la vostra conoscenza. "- Moderno non le diede attenzione, per alcuni lunghi minuti regno l'indifferenza che lo distingueva, infine si voltò osservò da testa a piedi Poesia e rise di lei. Un tono freddo e cinico vibrò subito dopo :-" Poesia?"- rise ancora- "Sei forse mascherata per una festa, buffo modo di conciarsi , non credevo ci fosse gente, che ha il coraggio di indossare quelli stracci"- poi il suo sguardo si fece serio e fisso Poesia negli occhi - " Parlate come un dizionario Bella , siate più spicciola, comunque piacere sono Moderno"- Come degli aghi di ghiaccio fissati su un soffitto divennero le intenzioni di Poesia, che basita continuava ad osservarlo, ma caparbia di nuovo gli si rivolse -" Felice di far la vostra conoscenza"- chinando lievemente il capo riverente-" perché mai mi domandate se son mascherata? E' forse brutto il mio abito o buffo il mio fare?"- non spostò lo sguardo da lui, desiderosa di risposte e infondo fiera di aver colto la sua attenzione. Moderno rise nuovamente , come divertito dal parlare di Poesia, per poi voltarsi del tutto verso di lei, posare il braccio destro sulla spalliera della panchina e spingersi in avanti bisgliandole : -" Se siete una drogata e cercate soldi , bhe avete sbagliato , non ho pietà per chi non sa aver gusto"- Sospiarando l'osserva attentamente -" Siete troppo antica nel parlare, tutti questi termini nessuno gli usa più , ed il vostro vestito non è alla moda, da dove siete scappata?"- Negli occhi color del ciel primaverile di Poesia , apparve il dispiacere e la delusione , mormorò confusa :-" Drogata? Cosa vuol dire"-portando la destra alla bocca per poi farla scivolare sulla guancia a spostare i fili dorati delle sue chiome-" Non capisco di cosa parlate, questo è sempre stato. Non sapete cosa sia il sentimento , profondo dell'anima, il voler comunicare liberamente quel che dentro fa vibrare e scuote tutto l'esser ?"- La mano di Moderno si posò sulla spalla di Poesia come a scuoterla:-" Siete forse uscita di testa Bella, sentimento? A questo mondo bisogna prevarica, riuscire ad apparire ed eguagliarsi alle masse, detenere beni costosi e farseli invidiare."- sospira per poi voltarsi dal lato opposto-" Quel che dici non esiste, si vive per sentirsi solo dire quanto si è migliori, null'altro,non ci sono ne bontà e ne gentilezza, solo fredda potenza e fama"- A quelle parole Poesia non trattene un gemito di delusione, che profonda le aveva solcato il cuore , adagiandosi al suolo come una foglia secca. Ella si drizzo , per poi alzarsi e rassettare la veste :-" Dovevo badar a cosa le rime dicevan su mondo da scoprire, freddo gelido cubo di ghiaccio e diventato, il mio animo ne è rammaricato"- sospirando indietreggiò qualche passo-" Credo che non mi debbo scoraggiare, il mondo può migliorare , forse non è tutto da gettare"- sorridendo-" Spero a presto Moderno, poiché del sentimento voglio parlarvi, per farvi ricreder sul mondo che par circondarvi"- Ella si allontanava , vagando ancor assorta sulle parole dette da Moderno, che scotendo il capo ancora rise, non capendo quello che Poesia diceva, borbottò fra se e se soltanto -" Quanti matti vengono liberati. Poesia e sentimento e cos'è?"-

Fine prima parte
categoria:racconti
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scritto da Arienwen il mercoledì, novembre 10, 2004,00:17

IL GATTO, UN CARDELLINO E LE STELLE

Una pietra. Un'altra pietra. L'uomo passa e le vede accanto. Ma che sa questa pietra della pietra accanto? E della zana, l'acqua che vi scorre dentro? L'uomo vede l'acqua e la zana; vi sente scorrer l'acqua e arriva finanche a immaginare che quell'acqua confidi, passando, chi sa che segreti alla zana.

Ah che notte di stelle sui tetti di questo povero paesello tra i monti! A guardare il cielo da questi tetti si potrebbe giurare che le stelle questa notte non vedano altro, così vivamente vi sfavillano sopra.

E le stelle ignorano anche la terra.

Quei monti? Ma possibile non sappiano che sono di questo paesello che sta in mezzo a loro da quasi mill'anni? Tutti sanno come si chiamano. Monte Corno, Monte Moro; ed essi non saprebbero neppure d'esser monti? E allora anche la più vecchia casa di questo paesello ignorerebbe d'esser sorta qui, di far cantone qua a questa via che è la più antica di tutte le vie? È mai possibile?

E allora?

Allora credete pure, se vi piace, che le stelle non vedano altro che i tetti del vostro paesello tra i monti.

[Pirandello]

*°*Il freddo è arrivato , affondando fra le calde maglie di lana, con la pioggia che batte sui vetri , sorrido e sono Felice *°*°

categoria:confusione
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scritto da Arienwen il lunedì, novembre 08, 2004,00:44

*°*SE...*°*°*

Alle folle si può parlare ,
senza delle virtù svelare;
Insieme a Re passeggiare,
non smarrire il solito fare;
Non riusciranno i nemici,
a colpirti neppur gli amici;
Tutti su di te conteranno,
mai troppo lo spereranno;
Riuscendo sol a riempire
l'attimo friabile da capire
dando emozioni e ardore
sessanta secondi di valore
il mondo ti apparterrà…

Scritta nella consapevolezza di porre fine a un periodo bello .. non sarò più la Ba "sta" rda aedo Lottiana, ma ne verranno ancora tanti piu' belli..














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scritto da Arienwen il giovedì, novembre 04, 2004,20:15

Un Addio Un Ritorno

Ho dato un Addio a Rabbia, che si era insediata nella mia mente in questi giorni , lasciando entrare Calma. Ho detto addio a Dubbio per ospitare Speranza e iniziare un nuovo cammino insieme a Felicità e Amore. Essi seppur non del tutto stabili soggiornano nel cuore tranquilli . Ho dato un buon ritorno a Calore che torna a scaldarmi le giornate , facendo fuggire Solitudine. Ho detto addio a Illusioni, che hanno fatto i bagagli portandosi via Lacrime, e lasciandomi Spensieratezza. Ritorno.. con te.. ritorno con me stessa... Aprendo la porta solo a Gioia..

 

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scritto da Arienwen il martedì, novembre 02, 2004,20:21

Cammino
cinque passi avanti alle intenzioni
cinque passi avanti alla pronuncia del mio nome
cinque passi nel delirio della capitale
cinque passi nel futuro per tornarlo a raccontare
adesso sta ad ascoltare
Tutte le strade che a Roma portano
quando ci arrivano s'ingorgano ristagnano
fumi di scarico impastano la lingua e l'alito di rabbia facile
basta un attimo per perdersi e ritrovarsi ancora qui
volantini fradici calpestati in vicoli
conosci ma non eviti
t'impantani in chiacchere buttate a vanvera
credendo d'essere l'unica ancora con il possibile

[Tiromancino]














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scritto da Arienwen il lunedì, novembre 01, 2004,19:35

o> La rosa giace nella sua allungata bottiglia, i petali rossi piano si stanno aprendo

Due giorni che non capisco cosa batte nel cuore e nella testa. Credevo nella fine, credevo che nulla mai ci sarebbe stato, credevo nella porta chiusa, credevo nell'addio. Non è stato un addio, un arrivederci a quanto sembra.Mi sembra di vedere una persona nuova. Eppure non cedo la chiave del cuore, è rimasto chiuso e serrato, anche se ogni tanto lascio intravedere un minimo spiraglio. E' banale questo mio stare bene, da nulla, da una parola gentile e un dono inaspettato. Ma nessuno può cambiare cosi' rapidamente, mi aspetto di vedere comparire la sua oscura sembianza presto, e se cosi' non sarà dovrò ricredermi..Sto facendo cosa mi sento, solo quello, senza fretta e ne speranza tutto cosi' come verrà. Non è da me vivere cosi' , ma forse è come ora riesco a vivere. Ho rivisto sabato Laura, era cosi' tanto che non sentivo i suoi racconti il suo modo strano di essere narcisista, ma che tanto sincera sempre sembra, abbiamo progettato di vederci ancora, spero succeda. Sabato a ballare, quiz, canzoni senza senso, balli poco, ti guardi attorno, io che non sopporto la muscia, stranamente. Domenica in giro dosi di giostre all'eur come una bambina a strillare mentre ti accorgi che sei sospesa in aria incastrata dento un aggeggio infernale. I miei sogni , sono tornati, riesco a sognare qualcosa di contorto come sempre, ma sogno, mi resta sempre quella poca voglia di tutto.cosa succede non lo so.. sto a guardare seduta sulla mia riva.

SEDUTO IN RIVA AL FOSSO

Ho parcheggiato e camminato
non so quanto
non so dove sono .... qua
ma so soltanto che
si sente un buon profumo,
un bel silenzio e l'acqua che va
lontano da me
lontano da noi
lontano dalla giostra
che non si ferma mai
e c'ho il biglietto, si',
ma questa corsa
la vorrei lasciare fare a voi
solo a voi
la lascio fare a voi
che io sto bene qui
seduto in riva al fosso
io sto bene qui
seduto in riva al fosso
O e' il riflesso della luna
o sei proprio bella
Se vuoi, siediti
Hai parcheggiato e camminato
non sai quanto
non sai dove sei,
ma sei qui
lontana da te
lontana da voi
lontana da uno specchio
che non dice chi sei
se sotto il cielo
c'e' qualcosa di speciale
passera' di qui prima o poi
prima o poi
e comunque tu lo sai
che si sta bene qui
seduti in riva al fosso
stiamo bene qui
seduti in riva al fosso
Sono arrivati con la guida
ed hanno apparecchiato
per il loro picnic
con sedie, tavolini,
la tv, i telefonini
e le facce di chi va
lontano da chi?
lontano da che?
lontano per sentito dire
senza un perche'
se vuoi restare, resta pure
ho da fare
e non mi viene in mente cos'e'
ma lo so che...
io lo so com'e'
state bene li'
seduti in riva al fosso
state bene li'
seduti in riva al fosso.

[Ligabue]



























































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