scritto da GhiaccioSpray il lunedì, gennaio 31, 2005,17:24

E' cambiato tutto, ma ha ancora sapore di solitudine.

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scritto da Arienwen il sabato, gennaio 29, 2005,14:54

 -"Le palpebre si schiudono, il silenzio regna intorno.Seppur affollato fosse il loco, niente, ferma quel delicato tocco.Rugiada, appena posata su un fiore così secco.Gli vuoi donare nuova vita o sol assaporare il suo stelo? Dilettarti con parole, lasciare quest'animo in balia , nel suo innato pensiero."-


Vorrei aver un alito di voce per sputar l'ultimo pezzetto di veleno che ancora, mi annebbia la vista. Divengono ancora lucidi e tremanti al sol pensiero, sebbene mente malata, va cercando quella prova, tenuta di proposito, lì pronta per ricordarmi. Quale lama piu' tagliente di una parola, per falicare pensieri e sogni? Una mietitura in corso, mentre la neve ricopre tutto il grano di bianco, rapendo le povere spighe nella sua morsa.

Sul palcoscenico si stanno altenando nuovi attori, come sempre , comparsa, osserva silente. Cosa porterà Morfeo? Non conduece nulla sul suo carro da giorni e forse mesi, solo vuoto.
Vi è bisogno di una maschera nuova, poichè troppi graffi porta addosso quel viso adesso, è tutto troppo visibile e rende l'animo pesante. Non ci sono le ali per volare, non ci sono le rime per decantare, un bardo stonato sta tornando a suonare fra le mura bianche piene di troppi ricordi. Urlano , urlano forte , tanto quanto una carovana popolare che si dirige a far festa, tanto quanto fantasmi vengono a manipolare l'umore. Quanto tedio bisogna assaggiare.

Ci sarà la giusta sommistrazione , per chi ora ha già avuto, ha già dato, vedendosi chiudere quelle porte in faccia, trovandosi sempre in mano quella boccetta. Nervi saldi quello si, ma veleno nel sangue, guardasi allo specchio.Vedere la debolezza che veniva offuscata. Si è così, prima o poi il sipario cala, in quel momento bisogna tenere saldo il controllo, salda la presa a quella realtà costruita, di parvenze , conoscenze, nulla di tanto vero quanto falso.

Due vie, ancora, due, fine o inizio..

categoria:confusione
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scritto da GhiaccioSpray il mercoledì, gennaio 26, 2005,01:27
Mi sono voltato ed eri tramutata in Driade. Appasita prima di fiorire, sotto la neve accesa di braceri che non hai compreso. Ho continuato a camminare. Vedevo la tua immagine in ogni filo d'erba o felce. Questo era dunque il tuo stupido incanto? Così povere erano le mie difese contro di te? Poi ho capito, "la magia risponde al bisogno". La magia era la tua, il bisogno era il mio.
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scritto da Arienwen il martedì, gennaio 25, 2005,02:26

I died in my dreams..

HAI FATTO CENTRO!!So che leggerai e quindi prenditi tutto il mio disprezzo adesso, hai solo odio per te, hai solo lacrime amare e la carneficina di mesi di ricordi. Ti è basta quella frase, volevi il peggio di me. Eccolo l'hai avuto, non avrò piu' zuccherini da darti, solo amaro veleno, per tutto questo, tutto il tuo dire.
Imparerò ad osservarti nella mostruosa creatura che sai essere, imparerò a non pensare un solo istante a te , senza tenere a mente cosa sei. Adesso, come dici tu " mai più", scordati il mio nome, scorda ogni sogno, impara anche tu a spolverarti dal tempo, anche se ti auguro di sentirlo sempre come un macigno gravare sulle tue spalle.Non dire altro, per non alimentare , perchè un tizzone piu' ardente non potevi bruciare, troppo alcool su un fuocherello, come quello che amavi controllare,io non sono domabile. Dilettati a maneggiare altre bambole, questa si ribella astutamente. Te lo ripeto, lo dirò ogni volta che ci ripenserai. NON SEI NULLA PIU'!

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scritto da Arienwen il giovedì, gennaio 20, 2005,23:32

 Resta sempre nel cuore..

C'era una volta una Bambina, pestifera assai, una Adolescente ingenua e in crescita quanto lei,alla quale le fu affidato un grande ruolo, capo di ogni bene di quella Bambina.Le grida e le urla, accompagnarono i disastri e le mille avventure della Bambina ,alla quale, quell'adolescente doveva badare. Inizialmente grande peso, per non comprendere maturità di cosa si aveva, di cosa sarebbe divenuto.

C'era una volta un Adolescente,il cui unico pensiero era crescere sana e forte una Bambina, introversa e diffidente, assai impertinente.Null'altro a quella Bambina interessava che cambiare il mondo a modo suo,quell'adolescente cercava invano di placarla. Lei, Adolescente, tanto bella, tanto aggraziata e inteligente, con memoria da fare invidia ad ogni gente. S'avvedeva del proprio bene e di quello della ragazzina , come se madre ella fosse.

C'era una volta l'amore di quella Bambina per colei che una madre è, sarà sempre, non una sorella.
C'erano le lacrime innanzi a un treno, quando si dovettero separare.
C'era l'incomprensione, quei kilometri insommontabili, che rendono sola l'anima.
C'era una lettera scritta di notte fonda , quando tutto tace e parla solo il cuore.
C'erano le sue parole a rendere la Bambina forte, imprigionarla nel lago delle lacrime, nel mare dei ricordi.

Torna da me, torna ad esser fulcro della mia vita, torna a rendermi forte ,perchè la mia forza sei tu..
Quando insolito può essere l'amore che mi lega a te, tu ed io sempre cosi' unite ed ora cosi' lontane.Le tue parole trafiggono il mio cuore, lo solleticano e cullano in mille ricordi.Proprio come le tue braccia da bambina, mi sostenevano per insegnarmi a camminare, non l'hai fatto solo in quell'atto, per tutta la mia vita fino ad ora, sei stata lì a tenermi la mano.. torna da me.. torna da me..

categoria:ricordi
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scritto da GhiaccioSpray il martedì, gennaio 18, 2005,21:15

Sono vortice di buio.

Impazzito,

Sono spirale addormentata.

Sono maschera a specchio.

Sono terra rigirata.

Sono melodia e nebbia,

Voce senza pubblico.

Sono ala dimentica

di piume.

Sono stanco.

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scritto da Arienwen il martedì, gennaio 18, 2005,18:50

Sono in una scatola, senza fessura di respiro, senza coperchio dal quale uscire.

Perchè rinchiudere della polverina dorata di vaniglia profumata. Perchè non lasciarla librare libera , nel cielo.
Assumiamoci la colpa di questo delitto, commesso involotariamente, perchè le mani infantili costruiscono mura che neppur comprendono, la loro consistenza. Zucchero filato,m'appare cemento armato, ma presto crollerà. Sara' forse la stessa mano a buttare il tutto giu' abbattendo la solidità, abbattendo l'animo, privando l'anima di ali per vibrarsi cosi' leggere.. leggere..

Non dovrebbe esserci peso, neppure la scatola solo il Cielo e la Terra, a tenerci vivi osservando l'azzurro limpido e sentendoci saldi in questo mondo , di corso insolito.Ruota incessante che travolge, ma chi è a guidare questo tragitto, noi stessi forse? Destino, sempre facile crederci, destino ogni evento.Incontri, occasioni emozioni, doni, date, numeri e sogni, chi lo dice che sia tutto già scritto, che non si è pittori della propria tela, che brutta o meno artistica , sarà nostra.


Perchè non si solleva , quel cuoio ora è un insieme con il volto, si vede , negare non si puo' uno specchio diventa una finestra su un mondo inesistente e tutto questo nostro recitare, un romanzo.

Commedia , commedia semmai, ne rideremo forse un domani ancora con mani giunte, oppure cerando lo stralcio che ci riallacci appena poco, da sospirare.Non t'osservo per il timore,esso si è insidiato, non analizzo alcuna parola per non svegliarmi, sogno ad occhi aperti, nuovamente innocente, ancora fragile innanzi a te.

Il palazzo che crolla non desta in me, nessun sussulto, abituato ormai questo passo a riprendere senza voltarsi, abituato a macerie che diverranno pezzi preziosi nel tempo.Un foglio stropicciato diventa difficile di strappare, mille pighe rendono ogni verbo tracciato, vita.

Nel buio della scatola resterò finchè vi sarà tempo, finchè ancora avro' alito di vita, finchè la mente andrà nel suo sognare.

categoria:maschere
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scritto da Arienwen il sabato, gennaio 15, 2005,15:39
 

Ti guardi intorno , cerchi la Luna, non vedi altro che oscurità..

Un sasso è posto su una via, sta aspettando la mano che lo scaglierà lontano. Tale mano par non giungere. cosi' il povero sasso rimane a crogiolarsi sotto i raggi solari, di giorno, a contemplare la perlacea luna,di notte.

Se tutto fosse un palco di un grande teatro, sarebbero infiniti l'attori e le comparse, il regista da tempo starebbe stato cacciato, poichè pazzo della sua stessa opera. ll direttore d'orchiestra sarebbe l'ultimo a demordere, perchè imperterito farebbe suonare le note di canzoni, accompagnanti, per ogni atto che viene provato. La prima attrice sarebbe la peggior degli attori, la compagnia si lamenterebbe di come la sua parte interpreti.Eppure consideriamo che un opera, non ruota intorno a colei che sarà la prima, ma la comparsa ,darà lo schiaffo morale a questa messa in scena. Lasciamo allora vagare il sogno di colei che osserva l'avvicendarsi per dare ,a lei , il verso, la penna per la fine.
            
The end...


Forse il teatro non è loco assai adatto per rendere ,l'idea, di cosa ancor non comprende alcuno. Potremmo dunque parlare di come una stradina di provincia, stretta e ciottolosa durante , un pioggia , leggera e fitta diventa scenario di evento. Perchè tutto viene visto sotto luce nuova. Nessuno dovrebbe limitarsi a sbuffare per l'umido o il freddo. Abbandonare il manico nodoso dell'ombrello e godersi quel librare di cristalli.

Mi soffermo sul foglio bianco, un arte che spenta era, ma che richiama , sua fuglia a riprendere il suo praticare.Implicazione fondamentale, dolore, amore, asseza di pensiero per dare ali alla fantasia. Bruco, ora chiuso nel suo guscio,in attesa di risorgere. Vivrai solo un giorno? Dunque,cercare quella figlia è stato cosi', vano ,se poi la notte abbandoni questa terra. Matita , o strumento , bacchetta magica, che segna tutto e rende aggrazziato ogni figur. Contorno sempre , di una vita , voluta,vissuta e ancor bramata.

A te dovrò rinunciare, lasciare che gli infantili sogni,si spengano al soffio ,di polvere dorata,A te frutto di rinascita , sole levante del mattino o tenue tepore nel l'animo, lascerò, prendere altre vie.
Non una lacrima, neppur un fitto dolore al cuore, solo un sorriso, c'accompagna si seguire.

Un giro di danza,ed un altro ancora..

categoria:maschere
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scritto da Arienwen il lunedì, gennaio 10, 2005,21:25

Nuovo fiore, nuovo sorriso, nuovo suono di richieggianti melodie.

Non si cessa di osservare ,ad occhio nudo appagare, un sentimento che spento riarde , lieve. Le parole si lancerebbero come razzi inpazziti per scoppiare in fuochi colorati, donare il loro significato a quel fiore. Piccoli steli, forse sottili fili ,il burattinaio cosi' esperto che muove tal marionetta, non poteva mai aspettarsi un pubblico simile.

Se le vie fossero cosi' infinite, non si dovrebbe ricorrere a doppi sensi, neppure al solo semplice starnazzare, per dire cosa si vuole esprimere.

"Eppure essa non ricade, anzi ora è nuova forte e solida.Ne ora e ne mai prometto di toglierla, ancora, infiniti graffi solcano l'incarnato ora stanco di sentirsi rossastro."

Perchè mai passare una notte a guardare le stelle , con occhi sgranat,i se esse brillano senza neppure accorgersi della loro bellezza. Il perchè fondato ,è solo nel nostro diletto, appagamento, piacevole stare a sognare , forse non sarà la stella lucente e , forse nemmeno il piu' grande astro nel cielo.
 
Forse per parlare di tale fiore dovrei usare essenze di vaniglia vestite piccole danzanti versi, poesia e quant'altro di delicato ci sia, ma esso non vedrebbe non capirebbe.

Come la principessa , attende forse chi il principe? No , non di certo qualcosa di piu' profondo di un bell'aspetto..
Poichè la bellezza non risiede nell'occhio ma nel cervello, allora perchè ostinasi ad osservare.

Senza anche il sol levate tale fiore sarebbe sempre cosi' appagante, presente. D'attesa allora il giardinire può perire, osservando il suo gran operato, non lasciatelo cosi' appassire.
Polvere magica per renderlo per sempre etereo. Bel fiore , mira il piccolo filo d'erba che accanto a te giace, ti osserva,tutto il dì ,eppure forse sei troppo timido, bel fiore, a schiuder i tuoi petali. Il piccolo stello ancor bagnato di rugiada aspetta assaporar quel profumo cosi' intenso...

categoria:confusione
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scritto da Arienwen il venerdì, gennaio 07, 2005,13:55

 Se gli occhi sgombi di questo liquido mi mostrasserò la soluzione. Oh mio cuore staziato non continueresti a dannarti. Notte insonni, perchè non voglio pernsare. Perchè pensando urlerei, tremante , distrutta.

Senza forze mi osservo e odio, l'immagine di me , di questa torre che crolla. Sono tornata al punto di partenza,nessun progresso nella mia maratona, la linea del traguardo non so raggiungerla. Chiedo ai sogni di portarmi qualcosa di lieto, per il risveglio che diviene ogni giorno piu' amaro, torno nelle mie quattro mura, chiuse siggillate, la mia scatola perfetta.

 Non voglio uscire da qui, non saranno i buoni consigli, il senso d'affetto, la maturità a impedirmi di imporre la mia solitudine. Sola, soltanto io. Cerco il mio equilibrio come ho sempre fatto, lo troverò precario e mi accontenterò che duri, ma prima o poi ricadro dalla mia corda tesa.


Non penserò a ieri o a domani, solo oggi, rinchiusa come di dovere, negare ogni parola, ogni richesta, il magico robottino compie le sue azioni senza trarne nulla , nessuna mutazione. Vorrei la mia libertà, vorrei ciò che non c'è stato..Vorrei uscire da questo labirinto, tutto uguale, piccoli sprazzi di giusta vita e poi caos, sconforto il soffocamento , quelle manii strette che mi stringono. Sarebbe piu' piacevole una stanza vuota che tutto quello che ora possiedo, sarebbe più piacevole la solitudine alle facce vuote e insignificanti.

vorrei trovare la porta giusta.. l'uscita..

categoria:confusione
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scritto da Arienwen il martedì, gennaio 04, 2005,01:45


Maliconia..

Una camera piccola, piena di mobilia confusa, riesce ad apparirire vuota e spoglia con poco fare.Un mattinata, alcuni giorni ha reso consapevole del nulla che ora vi è. Un legame che forse non dovrei mettere in discussione, quando è il tuo stesso scarlatto sangue a scorrere in chi hai di fronte. Eppur la mia maschera con te non la depongo piu'. Non ho lasciato fluire il solito corso di pensieri che conduce a quello che siamo. Tu mia maestra di vita, tu madre seconda o forse prima, tu che mi hai insegnato ad esser donna. Ero un un lavarla che non aveva ambizione e strada, hai visto i miei primi amori, hai visto le mie prime rivincite e successi, ha visto le mie varie sconfitte. Piccolezze innanzi alla tua bravura, ma sapevi renderle importanti a volte,o sminuirle come nulla. Passi settimane di nascosto ad agganciare ghirlande colorate per adornare una stanza, per un a torta con la tua età. Un misero sorriso vidi, ma fui felice in ogni caso. Poi cosa è accaduto? Non odiarmi ancora, non puntare le tue lame affilate per non aver voluto esserti di peso.

Tutti prima o poi prendono la loro strada, amare è saper lasciare andare.

Ti ho donato, la libertà di camminare da sola. Ora tu sei forte per te stessa, non servo io a darti appoggio. Da bambine eravamo diverse, delicato fiore,brillante ingennio,tu, mentre scalmata e forzuta,pigra e introversa ,io.
Cosa è cambiato? Senza di te sono diventata debole e tu sei andata avanti. Mi ritrovo a rimpiagere anni,tempo che volevo finisse come una prigione di cristallo mi soffocava.

Ti vedo uscire, entrare, da quella porta del mio quotidiano.Prendi un treno e torni alla tua dimora ora, di me, solo giudizi infondati.
Non credermi in un paradiso di rugiada,vi è tanta lotta quanto tu ne hai, ne meno , ne più.

Mi resta il ricordo, delle foto, il pensiero.. tu sorella mia.





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