scritto da Arienwen il giovedì, giugno 30, 2005,10:42

Nervosismo, sempre con quello stress continuo addosso, senza mai abbandonare per un attimo le preoccupazioni, tutto quello che succede è come una centrifuga che decide di frullare l'abiti, vestiti e tutto mescolandolo a piacimento. Resta un frastuono di pensieri, ricordi e paure.
 
 Scappando nulla si risolve , si ritorna sempre.
 
 
 Stanchezza ,m'assale , lotta infernale che mi conduce a desiderare una fine veloce e indolore, o meglio ancora un'altra dimensione. Non esiste per una maschera in piu' nel cassetto e delle piume che abbandoni. Non bastano le gocce di pioggia o i raggi del sole ad allevirare tutto. Non basta nulla a rendere felice questa bambola. Quanto è viziata e capricciosa delle volte. Non domanda altro che sicurezza... Nessuno ce l'ha nessuno sa darla.
 
 Comprendere perchè , noi esseri umani abbiamo come sentimento dominante il malcontento, non c'è cosa che renda felice al 100%. Perchè quando tutto sempre posato alla perfezione, come dei cristalli sulla vetrina che risplendono di giusta luce, perchè tutto diventa un ammontare di cocci.
 
 Detestare tutto.. detestare il respiro, il battito, perchè dover vivere ancora..

categoria:maschere
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scritto da Arienwen il sabato, giugno 25, 2005,00:51

I rospi...

Tanti innumerevoli mi salgono alla gola, giorni di soffocamento, giorni in cui forse urlare era l'unica vera cosa che mi avrebbe sanato.Smettere di saltellare fra buon umore e pessimo umore.La tensione di corde piu' sottili di quelle di violino, ma fragili come quelle di un'arpa che non si sa suonare.

Sta di nuovo male, torna la paura, la perdo , la cerco e la vedo affannata su quel letto. E' passato un anno e mi sento ancora la stupida ragazzina che non vuole perdere la madre.La detesto questo è vero, odio come mi rovina la vita, odio come sminuisce cosa sono, odio tutto quello che mi fa, anche la semplice carezza.

I rospi...

Non è il luogo di sogni, non riesco a guardare queste mura spoglie, senza i miei sorrisi, le mie facce amiche e i miei disegni , attaccati alla rinfusa con dell'adesivo.Vedo solo scatole su cui con cura ho appuntato cosa contengono,per esser certa che se l'astinenza nel non vedere gli oggetti materiali che mi danno il buon umore,la mente riesca presto a trovarli.

I rospi..

Ancora quei libri aperti, le notti insonni e lo sguardo perso nel vuoto. Le piume dei miei sogni le osservo per cercare uno dei tanti che hanno rinchiuso e aggrapparmi a quello per cercare il riposo.Non si dorme, non ci si spaventa che alle cinque del mattino la tenda bianca inizia a brillare sotto le prime luci. L'alba solitaria diventa uno spettacolo tanto triste, le colpe ti assalgono nel guardare tale meraviglia e sentire pesi come macigni nel cuore.

Non ho nulla.. o forse tutto.. sola sono e sola resto finché non vi trovo la scappatoia per fuggire..

categoria:maschere
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scritto da Arienwen il mercoledì, giugno 22, 2005,00:31

{Mi arrendo e la posto.. Domani Iniziamo .. Viva la scaramanzia}

Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
Come pini di Roma, la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana.
Maturità ti avessi preso prima,
le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
quando ti vuoi confessare.
Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via.
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni, di coppe e di campioni.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare
non ti posso far male, se l'amore è amore.
Si accendono le luci qui sul palco
ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare.
Forse cambiati, certo un po' diversi
ma con la voglia ancora di cambiare,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore.

-Venditti_Notte Prima Degli Esami-

categoria:canzoni
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scritto da Arienwen il lunedì, giugno 20, 2005,00:04
{Se rimango qui,no,non vuol dire che in questo specchio fatto a pezzi tu veda ancora me}
 
 I pezzi di questo specchio si stanno spargendo per la stanza, di giorno in giorno, con cura li ammucchio al solito angolo e ne osservo la luce riflettersi. La tenda della camera ondeggia sotto il soffio di una debole aria calda.Non c'è niente di quello che vorrei fra queste mura. Non c'è immagine di me che lascerei riflettere tanto a lungo da sentirmi appagata.
 Il libro resta aperto sulla scrivania e l'occhio vaga su quelle immagini prodotte sullo schermo piatto , colori armoniosi che si susseguono a suon di musica.Non trovo album che mi piaccia, non trovo artista che resti abbastanza tempo da suonare l'intero Lp.Che frustrante insoddisfazione, avrei voluto mantenere i gesti di consueta scaramanzia, ma tanto io e la Madama Sfiga siamo sempre andate d'accordo e quindi non mi assillo con il fare gesti o parole di buona sorte.
 
 Mancano due giorni...
 
 Non so se rendermi infantile e vestirmi di fanciullesche paure,oppure fare come mio solito ed ignorare l'evento , con il solito sorriso affrontare tutto e crollare poche ore dopo in preda alla disperazione.Non capirò mai cosa mi passa per questa mente contorta.
 
 Lei,amica di anni passati,lei che ancora mi cerca e scava nella mia ferita profonda ormai mille miglia, mi ha cercato. Quanto le piace manovrare quel coltello, ora me ne rendo conto.Se prima l'amavo quando solo lei sa, ora la vedo con occhi diversi, commiserò il cammino che ha preso. Non posso capacitarmi che abbia preso la via di un ago e una siringa diventanto una donna senza una moralità. Lei che era simbolo guida e cammino solo per la sua intraprendenza, come io ero per lei lo stabile e costante punto fermo di sana e ragionevole lucidità.
 
 Al punto di adesso, a quello che adesso vivo, nulla è votata al verso giusto, con chi me la dovrei prendere, non cerco il punto focale su cui sfogare ogni urlo o pesante impulso di pura violenza. D’altronde, è risaputo che l'animo di cui sono fatta e agghindato di sogni e fantasticherie non campi da guerra.
 
 Il sonno manca, lei non c'è piu' , l'evento è vicino, l 'esser perfetto della mia vita oscilla fra il tramonto di giornate pesanti e sospiri che mi strappa.
 Io resto con i miei cocci...
categoria:confusione
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scritto da Arienwen il sabato, giugno 18, 2005,15:29


Se fra tanto tempo
ci incontreremo ancora
ti dirò ogni cosa
se potrò ancora guardare dentro ai tuoi occhi
ti dirò ogni cosa,
sarò la tua sposa
amami per come sono
amami così anche da lontano
amami amore mio celeste
perché io ti amo
e ti amerò per sempre
se fra tanto tempo ci incontreremo ancora
ti darò i miei doni
e ti dirò ogni cosa, ti dirò ogni cosa
ti darò ogni bacio
con cui in passato ti avrò già tradito
e poi
sarò la tua sposa
amami per come sono
amami così anche da lontano
amami amore mio celeste
perché io ti amo e ti amerò per sempre
se fra tanto tempo
potrò abbracciarti ancora
potrò parlarti ancora
potrò sorriderti ancora
ti dirò ogni cosa,
sarò la tua sposa
per sempre, per sempre.

-Giorgia-
-Per sempre-

categoria:canzoni
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scritto da Arienwen il giovedì, giugno 16, 2005,18:55

Abbandonami or piano lentamente,
goccia che discende dallo stelo,
senza mani o appigli ne tormente,
cadere al suolo come legger velo;

Neppure i sogni mi fanno compagnia,
spoglia di ogni frammento stellato,
io senza quella mia amata fantasia,
nessun disegno nel destino ricamato;

Nulla può scuotere ora queste membra,
di urla si nasconde quel mio tremore;
nel silenzio di queste mura sembra,
le mani mie percosse cercano calore;


L'importanza del granello nel deserto,
è fiebile come un sussurrare piano,
quando mille stelle son nel firmamento,
ogni parola fatta d'amore cade invano;

Una nube di fumo si dissoleve adagio,
scoprendo il volto di lacrime bagnato,
cuor stanco di soffrire quel contagio,
distruggendo il fervore e significato;

Adesso abbandonami ancor velocemente,
niente sorrisi e braccia da ricordare,
cancellare ogni ricordo dalla mente,
piombare e sparire tutto dimenticare;

.:F:.


categoria:poesie
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scritto da Arienwen il giovedì, giugno 09, 2005,15:53


 Parole Di Vento Vestite...


L'inquietarsi di un' anima che non trova la giusta locazione.
Le parole sono diverse e sempre pregne di un significato intenso, ma spesso come come una nube di profumo gradevole o amaro, scompaiono.
Ritrovarsi a pensare a frasi dette, con il cuor in mano , ora magari neppure le sosterremo, oppure verrebbero negate fino all'assoluto.Non ricordare ogni parola detta, o quella parola che ci ha cambiato la vita.

P
arole che spesso ci si porta dietro per ricordarsi di qualche specifico momento, danzano nel cuore, scritte su un foglio, su una canzone, su un muro.Osservare le parole che riempiono le pareti dell'anima, sempre pieni finche non si cerca una nuova locazione per sfuggire all'odore, alla lame, alla gloria, al bisogno.

Le parole d'amore, sempre così sinuose ,sempre cosi' di zucchero formate, si inoltrano nel cuore con la facilità di una lacrima. Lacrima che scende non appena quelle parole mutano e divengono di disperato grido di sofferenza.

Quelle di incoraggiamento , nel momento in cui ogni pezzo è disperso sul pavimento e la bambolina non sa che ruolo svolgere adesso. Quelle parole ricompongono magicamente i pezzi e rinvigoriscono l'animo.
Presto però le stesse si trovano ad essere solo un espirazione e inspirazione d'ossigeno che passando dalle corde vocali ha emesso un suono, poiché i problemi restano lì ad osservarci come gatti vigili.


Sempre vestite di vento , quel forse che porta via ogni cosa, come i capelli che si scompongono al suo passaggio. Il vento compre la vista con con una ciocca e la riscopre subito dopo, per mano nostra o per suo volere. Il paesaggio appare immutato, ma forse l'occhio appena arrossato e pieno di liquido candido, mostra un altra versione.


Ancora quindici  giorni..

categoria:ricordi
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scritto da Arienwen il lunedì, giugno 06, 2005,16:03

Il sole era alto, sebbene giocava a nascondersi fra le varie nuvole che c'erano.

E' bastato poco a rendermi tranquila, è bastato un gioco infantile, accompagnato da spruzzi acqua salata.

La pelle si arrossa, l'animo prende quella poca quiete e tutto danza tranquillo.

Poco dopo, quando il sogno svanisce ,torna la tenzione, torna il fremore,torna il tempo che non basta.

Ancora diciotto giorni..

categoria:confusione
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scritto da Arienwen il venerdì, giugno 03, 2005,11:41

- 21 giorni...

Chissà perché mai mi ostino a contarli, non se sento forse ancor piu' l'angoscia dell'avvicinarsi.La mia mente è tanto strana quanto contorta alle volte.
Strano ma vero questa volta abbandono le mie spoglie poetiche, non riesco a seguirle come al solito.
Nella testa frullano abiti da disegnare, tesi da leggere e tante altre cose che dopo questi venti giorni butterò dietro di me, usandole forse ben poco.


Un traguardo che turba, ma non per l'affrontarlo, ma perché passato quello so che non sarà piu' come prima. Come cavalli dai paraocchi di cuoio marrone si dovrà andare avanti.
Eppur la parte fanciullina che risiede, vorrebbe tornare indietro, ripensare a lo svago e sol a quella leggera sensazione di mancata responsabilità.

L'importante è crederci, considerare la stupida frase fatta come un cammin di vita nel quale, scalza o con suntuose scarpe ai piedi bisogna andare avanti.
Che martello pneumatico insistente può essere una data?

Mi par di vedere costantemente un calendario con i giorni segnati in rosso e gli altri in blu, la pagina piena di numeri,santi ad ogni giorno della settimana.Io affronto e loro spostano la baracca altrove nel regno incantato da loro scelto.

Vengo apprezza per la forza che dimostro nel non sprofondare nell'abisso depressivo, nonostante la dura realtà. Heidi era felice in mezzo ai monti, io non credo lo sarò uguale.Come preda di un cacciatore di cui conosco, la posizione e le armi, mi darò alla fuga non appena la trappola sarà aperta.

Se ancora ripenso a quelle parole, non è sol la fuga quel che vorrei fare, sparire del tutto e perdermi in un'altra dimensione.La certa sensazione che darai il massimo, ma non basterà mai, meglio era quando non davi nulla e attendevi.
La promessa dell'amor ogni presente non basta, rendersi conto che non è come volar leggeri perchè si può farlo, no, no, si vola così bassi che il viso gratta contro l'asfalto e mi perdo d'animo ad ogni batter d'ali.

Sento che perderò nuovamente tutto..per ora contiamo i giorni..-21..

categoria:confusione
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