Quanto tempo si perde prima d' indossare una consueta maschera.
Di ritorno da delle vacanze confuse e imprecise, la valigia fatta sempre all'ultimo momento e la meta scelta all'ultimo.Itinerario indefinito.
Mi ritrovo ricordi che cullano la mente, da lontano.Serate albergate fra le fronde di pini,quattro ruote come casa.Facce nuove , sorrisi che non sai fermare nemmeno con una macchina fotografica.
Non scorderò mai un solo istante, come pregiati rubini li terrò con me, senza sperare di collezionarli altri, per mano mia saranno solo quelli.
Avevo marchiato a fuoco un odio profondo.
Ho imparato che chi tanto sente l'odio, la sembianza alla fine non è quella.Non è odio, ben altro che nemmeno si riesce ad ammettere.
Come una bugiarda mi sono nascosta , illusa, crogiolata in sogni che non credevo veri fino infondo.Non so vivere con l'incertezza nel cuore, il filo del rasoio oppure la semplice indecisione o dubbio.
Fu proprio il dubbio a condurmi altrove, ancora una volta in un terra battuta un caldo sole, dopo le sei ore di viaggio, in un piccolo paese accalcato su una montagna.Ricucire le ferite,prendersi cura ancora una volta dell'abbandono che seguita a ruzzolare via, lasciando posto alla serena pace dell'animo.
Ora nelle nuove mura che cerco di rendere famigliari, mi sento tornare la vita. Pronta a ricominciare ogni gesto ed ogni passo, con o senza una mano a sorreggermi.
Fine alle bambole e balocchi.

