•)×Il Cherubino×(•
Il nuovo incontro avvenne, il cielo si rifiutò di mostrare il suo astro brillante, poiché privo di quel Cherubino che tanto ama, addolorato per la sua scelta di vivere una vita fra nuvole e terra.Pioveva quando i due intrapresero un viaggio lungo un'altura silenziosa e sperduta.
Non era solo il sorriso a rendere tutto complice e speciale, tutto l'istante, ogni minimo secondo che trascorreva era un supplizio di pura magia.
Il loro camminare lento venne a chiudersi, le nuvole non avevano piu' consistenza per il Cherubino e la ragazza, sfiorarle era solo un apice minimo che gli veniva offerto.Piu' sopra ancor piu' sopra essi insieme sapevano di poter arrivare.
Il mondo crollava al di fuori di quattro mura tinte di un bianco brillante, il freddo stringeva la sua morsa intorno alla vegetazione.Lo scrittore lasciava scivolare il pennino intinto d'inchiostro su una trama che pareva non avesse fine.
Il sigillo, caldo e forte abbraccio , morbida sensazione di tepore che non scala solo le carni, ma avvolge l'anima in quell'istante,anima che nel suo compiersi non riusciva a divincolarsi, poichè dentro quei corpi voleva restare.
La notte fonda giunse con il suo manto bluastro , il vociare di estranei invitati a danza dalla ragazza , sfilarono innanzi al Cherubino, egli osservava con occhio attento e nulla proferiva se non ancora quel sorriso.
Dipendenza come l'elisir piu' prelibato, quel sorriso faceva trionfare la vita nella ragazza che aveva deposto le armi da guerra e semplicemente ammirava tanta beltà, mai vista.
Gli anni apparvero come un piccolo lasso di tempo, attimi in cui quegli sguardi erano stati privati della vista per cause a loro ignote o forse troppo chiare.Mano nella mano, braccia nelle braccia ancora ad assaporare il tempo che la distanza rende futile.
In quelle quattro mura che divennero il regno, la fuga per la riconciliazione, il nido del Cherubino e la ragazza,rendendo le soffici mante che Morfeo stendeva sulle menti altrui,il via libera lasciando spazio a sospiri e trepidazioni del cuore.
Il cuore della ragazza , mai tanto aveva battuto,mai tanto aveva sentito colmare in lei quel sentimento che credeva di conoscere a perfezione.Il destino tanto beffardo l'aveva illusa fino a quel momento, aveva legato alle sue dita finte maschere di bella presenza, per farle credere che quel che aveva era amore.Ora di quell'astuto insegnamento del detentore dei dolci sogni,ella non aveva bisogno,non aveva bisogno di sognare, nel sogno viveva ,fra le braccia del Cherubino giungeva silenzioso l'appagamento senza fine.
Piccoli gesti che colmano gli spazi infiniti , dando modo a spazzi di stelle di danzare all'interno di camere senza vista su oceani o panorami da mozza fiato, ma imposte chiuse che celano agli stolti la verità piu' perfetta.
Una fine non avvenne, sebbene l'orologio testardo avesse continuato a mandare avanti le sue lancette, ignorando le suppliche della ragazza,il Cherubino dovette tornare fra le nuvole lontane, per fare ritorno al suo trono trionfante.
Pioveva , sottili gocce che simili a petali trasparenti di fiori invisibili,discendevano sui loro abbracci fra vapori e ferri piegati, fra il pullulare di gente che osservava e forse sorrideva,oppur tanto si rattristava.Una porta aperta , un portale per un viaggio profondo quanto breve, attendeva alle spalle del Cherubino.Le braccia della ragazza lo strinsero, forte, abbastanza da lasciarsi uscire dalle labbra le fatali parole.Immediata risposta, sgattaiolò fuori dalle labbra del Cherubino.
Tre minuti, ancora tre amore.. un minuto,resta un minuto per poterti dire ....
Fine seconda parte


