scritto da Arienwen il lunedì, settembre 26, 2005,18:31

•)×Il Cherubino×(•

Il nuovo incontro avvenne, il cielo si rifiutò di mostrare il suo astro brillante, poiché privo di quel Cherubino che tanto ama, addolorato per la sua scelta di vivere una vita fra nuvole e terra.Pioveva quando i due intrapresero un viaggio lungo un'altura silenziosa e sperduta.

Non era solo il sorriso a rendere tutto complice e speciale, tutto l'istante, ogni minimo secondo che trascorreva era un supplizio di pura magia.
Il loro camminare lento venne a chiudersi, le nuvole non avevano piu' consistenza per il Cherubino e la ragazza, sfiorarle era solo un apice minimo che gli veniva offerto.Piu' sopra ancor piu' sopra essi insieme sapevano di poter arrivare.

Il mondo crollava al di fuori di quattro mura tinte di un bianco brillante, il freddo stringeva la sua morsa intorno alla vegetazione.Lo scrittore lasciava scivolare il pennino intinto d'inchiostro su una trama che pareva non avesse fine.

Il sigillo, caldo e forte abbraccio , morbida sensazione di tepore che non scala solo le carni, ma avvolge l'anima in quell'istante,anima che nel suo compiersi non riusciva a divincolarsi, poichè dentro quei corpi voleva restare.
La notte fonda giunse con il suo manto bluastro , il vociare di estranei invitati a danza dalla ragazza , sfilarono innanzi al Cherubino, egli osservava con occhio attento e nulla proferiva se non ancora quel sorriso.

Dipendenza come l'elisir piu' prelibato, quel sorriso faceva trionfare la vita nella ragazza che aveva deposto le armi da guerra e semplicemente ammirava tanta beltà, mai vista.
Gli anni apparvero come un piccolo lasso di tempo, attimi in cui quegli sguardi erano stati privati della vista per cause a loro ignote o forse troppo chiare.Mano nella mano, braccia nelle braccia ancora ad assaporare il tempo che la distanza rende futile.

In quelle quattro mura che divennero il regno, la fuga per la riconciliazione, il nido del Cherubino e la ragazza,rendendo le soffici mante che Morfeo stendeva sulle menti altrui,il via libera lasciando spazio a sospiri e trepidazioni del cuore.

Il cuore della ragazza , mai tanto aveva battuto,mai tanto aveva sentito colmare in lei quel sentimento che credeva di conoscere a perfezione.Il destino tanto beffardo l'aveva illusa fino a quel momento, aveva legato alle sue dita finte maschere di bella presenza, per farle credere che quel che aveva era amore.Ora di quell'astuto insegnamento del detentore dei dolci sogni,ella non aveva bisogno,non aveva bisogno di sognare, nel sogno viveva ,fra le braccia del Cherubino giungeva silenzioso l'appagamento senza fine.

Piccoli gesti che colmano gli spazi infiniti , dando modo a spazzi di stelle di danzare all'interno di camere senza vista su oceani o panorami da mozza fiato, ma imposte chiuse che celano agli stolti la verità piu' perfetta.
Una fine non avvenne, sebbene l'orologio testardo avesse continuato a mandare avanti le sue lancette, ignorando le suppliche della ragazza,il Cherubino dovette tornare fra le nuvole lontane, per fare ritorno al suo trono trionfante.

Pioveva , sottili gocce che simili a petali trasparenti di fiori invisibili,discendevano sui loro abbracci fra vapori e ferri piegati, fra il pullulare di gente che osservava e forse sorrideva,oppur tanto si rattristava.Una porta aperta , un portale per un viaggio profondo quanto breve, attendeva alle spalle del Cherubino.Le braccia della ragazza lo strinsero, forte, abbastanza da lasciarsi uscire dalle labbra le fatali parole.Immediata risposta, sgattaiolò fuori dalle labbra del Cherubino.

Tre minuti, ancora tre amore.. un minuto,resta un minuto per poterti dire ....

Fine seconda parte

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scritto da Arienwen il martedì, settembre 20, 2005,14:07

•)×Il Cherubino×(•




In una fredda notte, mentre si vestiva a festa lo

scherno e gioia, un Cherubino s'immedesimava in

una favola fantastica sua una città inesistente.Egli

tanto ignaro di quel che doveva accadere, se ne

stava fra le miriadi di persone che in quella notte

fonda si dilettavano come lui ad interpretare una

vita che non c'è.

Accade che una giovine ragazza fu attratta dal

Cherubino, insolito e inspiegato fu il loro incontro.

Due, tre parole dette per la circostanza che volle

accomunarli quella notte.Nulla conoscevano l'uno

dell'altro, nulla oltre a quella parte inscenata era

stato mostrato.

Trascorsero i giorni, trascorsero ancora le ore,

caddero le maschere di scena e si mostrarono il loro

vero volto. Fu lì che la ragazza non seppe

nascondere il rossore, lo scalpitare del cuore e

ricevette a sua volta altrettante emozioni.

Il cherubino la lasciava sognante e sospesa sulle

nuvole di cui era padrone, ella si lasciava ogni volta

condurre lì da lui per entrare in un mondo che era

solo loro.

Tanta gioia non può esser scalfita se non dal letale

dubbio che la verità ben vestita stia giocando come

se fosse carnevale , così l'incertezza lo sconforto si

fece strada nel cuore della ragazza. Il Cherubino

partì per un viaggio e il loro volare lontano, divenne

un vago ricordo.

Ahi quante lacrime furono versate e quando dolore

colse entrambi , ma le parole questa volta non

furono dette e la distanza prese il sopravvento , le

bugie indossarono l'abiti della verità,così agghindate

e belle sussurrarono vie sbagliate alla ragazza e a

loro volta al Cherubino.

Una maschera però non può esser indossata in

eterno,ciò avvenne quando il castello di mura fragili

come marzapane in cui la ragazza s'era rinchiusa

crollò.Il Cherubino tornò da ella, limpido lo sguardo,

ricce le chiome castane, delicato il sorriso.I volti si

avvicinarono,il pupulare di gente intorno si dissolse,

appena il naso si sfiorarono in una perfetta

armonia.Non fi fu resistenza alcuna poiché quel che

doveva accadere, successe.

Un sigillo che mai si potrà cancellare.

Destino volle che il Cherubino ancora una volta

riprese un viaggio verso le nuvole sue dimore,la

ragazza confusa e spaesata commise l'errore piu'

grande, scegliendo le mura di marzapane a quel cielo

limpido.

In esse per anni restò rinchiusa, per anni lo

sfavillare lento nei suoi cocchi color dei prati incolti,

non si accese mai ,mai come con il Cherubino.Cercò

ostinata di dimenticare quell'angelo che le era stato

concesso d' incontrare.Non bastarono mai i graffi

nell'anima a fermarla, divenne non piu' una semplice

ragazza, forse una donna consapevole del suo

destino.

Fu ancora in una notte ,fredda e insolita che i due si

rincontrarono.Fu nuovamente favola e nuovamente

magia.Ella tornò a sospirare osservando la volta

celeste ,lui torno a donarle quel sorriso che

imparagonabile, irradia il cuore come nulla potrà

mai fare.

Fine prima parte.

 

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scritto da Arienwen il domenica, settembre 18, 2005,23:10

È incontrollabile, imprevedibile
ma così labile, leggero come nuvole


Ho tirato fuori quelle lacrime, mentre stringevo forti i denti e sedevo su quel sedile posteriore.Agghindata a festa la maschera è stata sfoggiata ai parenti piu' cari.Sto bene, sorrido e so anche festeggiare una ceremonia di famiglia.Stupore,sono stati proprio loro a farle uscire da dentro, scavando con la loro preoccupazione dentro di me.Il paesaggio dal finestrino mi sembrava un foglio bianco e avrei voluto urlare piu' forte di quanto ho fatto.Una madre e un padre dovrebbero essere i piu' fedeli amici, ebbene dopo vent'anni, loro lo sono stati per la prima volta.

In mezzo alle pagine
di questo mio libro ci sei tu
davvero difficile
lasciare i ricordi andare giù
quasi sicuramente
tu mi dirai di no
ti chiedo solo un istante, ancora un po'

Eppure ho qualcosa di cui gioire,anche se in questo periodo nero e senza sogni sembra tutto sterile.Una visita inaspettata.Il cherubino che torna a farmi sospirare di felicità, cosa potrei mai negarli.L'annuaria festa che volevo ignorare,far passare come se nulla fosse, passerà come un tonfo, anche se ho il cuore sgombro e la mia mano è sola.

È incontrollabile, imprevedibile
troppo indelebile nelle mie molecole
e così stabile, irriducibile
ma così labile, leggero come nuvole

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scritto da Arienwen il sabato, settembre 17, 2005,14:22

Quanto è immutabile la mia maschera.

Mi stupisco a osservarla di giorno in giorno, come un bambina che vede per la prima volta la sua immagine allo specchio e si studia , io studio il mio ego.

Cosa mi ha cambiato?

Non basterebbero le ore a digitare sulla tastiera, per elencare tutto e tutti.Eppure adesso mi sento diversa, una fase di rinnovo e ritrovamento di quello che ero e quello che adesso sono.

Sono finite le mie abitudine, quelle che per tre anni al fianco suo sono state la mia quotidianità, eppure non mi sento triste e sconsolata come tutte le altre volte. Non sono corsa qui a scrivere le mie pene graffiando con parole struggenti il mio animo e il suo, semmai dovesse leggere queste righe.No non ne ho sentito il bisogno, mi è bastata una birra con amici quando ero giù e il sorriso è tornato.

Coscienza che bisogna andare avanti.

Si forse sia stata quella a rendermi così impassibile alle solite paranoie, ma non avverto il bisogno alcuno di lamentarmi o legarmi a nulla, tutto d'ora in poi sarà di passaggio ed io ne assaggerò il succo, come si degusta un cioccolatino ripieno, dolce o amaro che sarà mi resterà quanto basta e quanto è giusto che stia.

Mi duole non fissare il cielo con la stessa aria sognante di una volta, le stelle brillanti non mi affasciano piu' di cinque minuti, poco dopo abbasso lo sguardo e torno alla realtà.Quale realtà mi circonda adesso se non quella consapevole essenza che Io conto prima di tutto.Egoista, si abbastanza, tanto quando non lo sono stata per anni, ora tengo per me i miei piacere e le mie gioie.

Non ho liberato ne pensieri e parole per mesi, ponderando come fosse un ardua decisione rendermi partecipe di un monolgo tutto mio.Dialogo singolo che mi schiarisce la mente come un arcobaleno dopo la pioggia.

Che stia crescendo?

Sarà solo il tempo a dirmelo, mi sento solo meno stanca della vita, piu' partecipe della mia personalità, non più in conflitto.

categoria:maschere
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