
Paura di rivelare un sogno....
Le rotaie sembrano allungarsi all'arrivo del treno che le percorreva, non passava quel viaggio e ancora dovevo aspettare.Io simile a una di quelle donne gangster uscite dai film anni 40 con il mio gessato elegante e il tocco a spillo.
Se non sarà una buona idea, il dubbio mi tormentava per il cambiamento, un compleanno diverso, un compleanno fuori dai miei soliti schiemi di baldorie fra amici, sola , sola con Lui.
Contando le fermate della metro, da Termini a Battistini, docici, troppe per la mia ansia e la mia incertezza fra un dubbio e un emozione per la serata che mi aspettava.
L'ultima corsa, capolinea quasi vuoto, la scala mobile così lenta che alla fine le salgo da sola le scale,fuori nessuno. Panico. Ancora più fuori eccolo, fra la luce del semafero e quella dello schermo dello stereo all'interno della macchina.
Respiro profondo e tanto impulso. Cammino eppure ho il terrore di inciampare da un momento all'altro. Salva, apro la portiera ed entro all'inteno dell'auto.
Eccolo quel subdolo del mio cuore, perchè batte forte, il pacchetto sulle mie coscie, me piccola bambina , felice scarto l'involucro.
Primo desiderio realizzato e non so cosa dire, oltre a un grazie pieno di gioia.
Le chiacchere sono stato il suo diversivo, Lui astuto, io distratta ancora incapace di capire dove vanno quelle quattro ruote.
Parcheggio, davanti una salita ed ecco il panico che torna, i tacchi, desiderio di non sembrare impacciata o almeno provarci avendo perso l'abitudine a vestirmi in quel modo, ripensando al mio vecchio lavoro, tutti i giorni sugli spilli.
Tachiardia , ecco, sto per morire, una scritta luminosa " Lo Zodiaco" ! Perchè lì? Entriamo e io non realizzo ancora se sogno, tavoli addobbati da piccole candele triangolari ad olio, tovaglie fini e dorate, forchette luccicanti, camerieri dediti ai loro tavoli, il panorama luminoso, Roma e le sue stelle più belle in un tavolo a due.
Mentre lo stomaco si riempie e ancora dubito di essere sveglia, magari sono ancora sul treno brutta stupida e non me ne accorgo, ecco che la cena finisce, piccola passeggiata, stelle e luce come cornice incorniciano una coppia silente, io persa in delizioso imbarazzo di gioia e Lui attento a godersi le mie espressioni, poco dopo il ritorno al parcheggio.Abitudine che viene rotta, Lui non entra, fuori combina un'altra magia, un altro regalo viene recapitato al mio cuore che stasera sta facendo le nuove olimpiadi. Gioiello desiderato , ancora gioia profonda, non per il dono, ma per il pensiero così accurato che mi era stato rivolto, l'attenzione ai miei vaneggiamenti infantili.





